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Ant

  Il secondo album di Ant, al secolo Anthony Harding dall'Isola di Wight (ma residente a Malmoe da diversi anni) è uno di quei dischi che è impossibile non sentire vicini: racconta storie quotidiane di cuori spezzati e attese con un sorriso dolce, con il distacco consapevole della maturità, e al tempo stesso evoca ricordi vividi come a pochi altri artisti riesce. La narrazione di Ant non ha nulla di clamoroso o straordinario, ed è questa spontaneità il suo valore più prezioso: dal suo eremo Svedese, Anthony dipinge candide storie d'amore tra la neve, ed è quasi incredibile che abbia inciso il tutto in una torrida estate bolognese (nell'agosto del 2004), in uno studio privo di aria condizionata.
Nell'intervista che segue, Ant stesso ha provveduto a disarmare la maggior parte delle ipotesi su "Footprints Through The Snow", descrivendolo come un album ironico (verso se' stesso) e benevolo (verso il passato), e ammettendo la propria incapacità di scrivere storie che non siano autentiche. Affermazioni che rendono il lavoro ancora più vero e incantevole, a qualsiasi fascia d'età apparteniate: l'unico requisito davvero importante è l'inclinazione ai sogni e ai ricordi...

Come hai fatto a registrare un disco così invernale nel mezzo di una calda estate italiana?

Ho scritto e registrato i demo di tutte le canzoni a casa, in Svezia, durante l'inverno del 2003/2004, quindi sapevo già che avrei intitolato l'album "Footprints Through The Snow" e che doveva avere un feeling invernale, perché la neve sarebbe stata menzionata in almeno tre dei pezzi. Quando siamo entrati in studio ho semplicemente cercato di conservare lo spirito di quei demo, che ascoltavamo prima di ogni canzone per essere sicuri di mantenere lo stesso tempo e lo stesso senso. E poi in studio non ci sono finestre, quindi puoi sempre fare finta che fuori stia nevicando!

Cosa ti ha convinto ad accantonare la dimensione solitaria per dedicarti ad un disco così "suonato?" E' una scelta sulla quale intendi tornare?

Non volevo fare un altro "A Long Way To Blow A Kiss", che oggi giudico troppo semplice. Volevo un disco che fosse più simile a "Cures For Broken Hearts" (che aveva archi, percussioni e un piano Wurlitzer) per aggiungere un po' di colore ai pezzi. Se le canzoni sono troppo semplici possono diventare un po' grigie, come un pomeriggio di pioggia. Invece volevo che fossero come una di quelle mattine in cui ti svegli e ti accorgi che ha nevicato per tutta la notte e tutto è puro e bianco!
Sì, penso che mi piacerebbe rifarlo, al momento sono indeciso se realizzare un album ancora più ricco di colori o un disco molto semplice da singer/songwriter con solo voce e chitarra (più qualche strumento melodico).

Credi che il tuo modo di cantare sia migliorato con il tempo? A me la tua voce ricorda molto quella di Martin Stephenson dei Daintees.

In effetti penso che la mia voce sia il punto debole del disco, e sicuramente è stata la cosa che mi ha dato più problemi. Ci sono ancora un paio di linee vocali che vorrei avere reinciso. eppure. credo che la voce possa migliorare con l'utilizzo: la prossima volta andrà meglio! Conosco Martin Stephenson ma non sono mai stato un suo fan, e non riesco a ricordare la sua voce, mi spiace. Proverò a rinfrescarmi la memoria.

Nel diario sul tuo sito tendi a minimizzare l'importanza emotiva delle canzoni. Mi pare però che i pezzi di Footprints formino una specie di novella sentimentale, un po' alla maniera degli Spearmint. E' così?

Non mi piace essere troppo specifico quando parlo di una canzone, voglio che ognuno possa dare una sua interpretazione al significato di ogni pezzo. Su "Footprints" ogni canzone è slegata dall'altra, non esiste un filo narrativo ma è bello che tu ne abbia trovato uno.
Diciamo che i pezzi di FTTS appartengono a tre diverse categorie: 1. Canzoni sulla mia relazione attuale (4 pezzi in tutto), 2. Canzoni sul mio passato (4 pezzi) e 3. Canzoni sulla vita di ogni giorno (5 pezzi). Mettendoli tutti insieme possono fluire come una singola storia. Una giorno mi piacerebbe fare un concept album, mettere insieme dieci canzoni che vadano dal primo bacio alla rottura o al matrimonio, o alla fine.

A proposito di "When your heart breaks", scrivi: "una canzone sulle gioie di lasciarsi". Ma è un pezzo cantato da una prospettiva distante, senza alcun senso di disfatta. Hai voluto sdrammatizzare gli eventi osservandoli da una certa distanza temporale?

E' una canzone con il cuore leggero, che guarda ad una vecchia storia ormai finita, e cantata da qualcuno che oggi ha la consapevolezza di essere al sicuro, in una relazione funzionante. E' una canzone che dice "non preoccuparti, ti passerà, ci sono altri pesci nel mare.", in sostanza sto scherzando su tutte le canzoni da cuore spezzato che ho scritto in passato.

"We didn't move a muscle": qui so bene di cosa parli, come se cantassi di me. Immagino siano ricordi della tua adolescenza. Le cose andavano proprio così?

Oh sì! Ero davvero terribile. Così timido, così facilmente imbarazzato, così autocosciente e allo stesso tempo avevo questo irrefrenabile desiderio di frequentare le ragazze carine! La canzone parla di due ragazze, con le quali sono uscito per diverse settimane (ma non nello stesso periodo!). Con la prima sono stato seduto nella sua stanza, la seconda sedeva di fianco a me a lezione d'inglese. Troppi sogni ad occhi aperti, come vedi! I ricordi mi portano indietro sino ai giorni di scuola.
Alcune delle canzoni che ho scritto dopo "Footprints." continuano a guardare indietro ai vecchi amori e ridere di me stesso. Non parlano più dei tempi della scuola ma anche guardando più avanti nel tempo le cose non migliorano!

In "Those memories" canti "don't forget us 'cause we'll sail away'". Può essere parte del significato di questo disco? Evitare che le memorie ti sfuggano? Questo spiegherebbe anche come mai questi ricordi ti siano tutti così cari mentre li canti.

Forse. Scrivendo una canzone che parla del passato puoi catturare quel momento su un disco. A volte mi preoccupo che alcuni dei miei ricordi in realtà non siano mai esistiti, che siano memorie di qualche sogno. e questo mi spaventa! La vecchiaia che arriva a confondere la realtà! Ho baciato davvero quella ragazza a quella festa o è stato solo un sogno?

Sogni molto? Anche ad occhi aperti, intendo.

Ad occhi aperti tantissimo! Per circa un anno ho sognato ad occhi aperti su storie del mio passato, e su cosa sarebbe successo se certe cose fossero andate in maniera differente. Credo che avere molto tempo libero senza niente da fare lasci sin troppo spazio a questo tipo di pensieri.
Sogni notturni ne faccio molto raramente ormai, e quando capita non riesco mai a ricordarli al risveglio, il che è un peccato, un vero spreco di sogni.

Sono passati quasi due anni dalle registrazioni di "Footprints." sino alla sua pubblicazione. Pensi che l'album si sia allontanato da te in questo periodo di tempo o lo senti ancora vicino come quando l'hai inciso?

Ho già scritto abbastanza canzoni da mettere insieme un altro album nel tempo che è passato, quindi sì, i pezzi del disco sembrano un po' vecchi adesso. Ma molti di loro non ho mai avuto l'occasione di suonarli dal vivo, quindi non vedo l'ora di poterlo fare. Non so perché sia stato necessario tanto tempo ad Homesleep per pubblicarlo, sono sicuro che hanno avuto ottime ragioni per farlo. In ogni caso adesso "Footprints" è il mio nuovo disco, quindi le canzoni sono di nuovo vicine. E' come il ritorno di un vecchio amico.

L'intimismo dei tuoi lavori solisti mi fa domandare se per Ant sia più importante la necessità di raccontare storie su se' stesso o quella di suonare.

Non ho nessuna reale necessità di suonare queste canzoni davanti ad un pubblico, o di esibirmi dal vivo, e nemmeno di pubblicare un disco. Le mie vere motivazioni nascono dalla scrittura e dalla registrazione. Penso che sarei felice di limitarmi a scrivere le canzoni e registrarle e basta, ma in questo modo ovviamente nessuno potrebbe ascoltarle, quindi devo fare le cose per bene. A volte vorrei essere in grado di inventarmi storie e personaggi, ma non ci riesco, è una cosa che in qualche modo mi sembra sbagliata.


Tu hai una forte sensibilità melodica inglese. Vivere in Svezia ti ha dato qualcosa a livello musicale e umano? Segui la scena musicale di Malmoe?
Mi piace parte della musica svedese, qui ci sono un sacco di bands e a quanto pare ogni membro di un gruppo suona in altri tre o quattro contemporaneamente! Non so se la Svezia abbia aggiunto qualcosa alla mia ispirazione musicale, credo che la campagna, la sua libertà e i suoi paesaggi mi abbiano ispirato più di quanto abbiano fatto le altre band. Mi sento molto più rilassato qui, è bello vivere in una città carina e tranquilla come questa.

E qual è il tuo rapporto con l'Inghilterra e la sua musica adesso?

Sto cominciando ad avvertire un certo distacco. e non ti saprei citare una band inglese che mi piaccia al momento. La settimana prossima sarò a Londra per suonare ad uno show di spalla a Darren (Hayman, già suo compagno negli Hefner, ndr) e sarà bello ritornare, sarà come ai vecchi tempi. Camminare per Londra è sempre piacevole. C'è qualcosa di confortevole nell'essere circondato da turisti: puoi sempre far finta di essere uno di loro.

Pensi ci sia qualcosa di diverso nel modo in cui la musica viene percepita e vissuta in Svezia rispetto all'Inghilterra?

Non direi che ci sia una grossa differenza. Forse qui c'è un trattamento quando suoni (del tipo: venire pagato, avere un letto per la notte, cibo, bevande) che a Londra non è facile da ottenere: lì devi essere già a metà della scala musicale per avere cose del genere.

In questi anni sei diventato papà: in che modo questo ha influito sulla tua vita e sulla tua musica?


La paternità mi ha fatto maturare molto velocemente e mi ha fatto apprezzare maggiormente il mio tempo. Ora non mi preoccupo più soltanto di me e mia moglie, ma anche del bambino e del futuro che avrà. Come dicevo prima ho già scritto le canzoni per un terzo album, ma dopo che è nato il bambino ho pensato "davvero voglio fare un altro disco che parla di vecchi rapporti, di amore e di sogni ad occhi aperti?" Così sto progettando di cominciare da zero e scrivere altre canzoni sull'essere padre, sulla gravidanza, sul matrimonio e su tutte quelle cose nelle quali sono felicemente immerso sino al collo. Penso che non sarà facile, ma canterò di cose vere, ed è tutto quello che so fare.

Salvatore

Links:

Ant Website: www.antpop.com
Ant@myspace: www.myspace.com/antonyharding
Ant@indiepop.it: bands/ant.htm