Acid House Kings
Approfittiamo della (tardiva) pubblicazione
italiana di "Mondays are like tuesdays." per riproporvi una
chiacchierata con Johan Angengard, deus ex machina della scena
di Åhus e da qualche anno alla guida di AHK e CLub 8.
Questo è il terzo disco degli Acid House Kings in dieci
anni di attività e sembra anche il più intimo. Trovi che ci
siano delle differenze tra questo disco e i precedenti? Le
motivazioni che vi spingono a suonare oggi sono le stesse
di quando avete cominciato?
E' un album più morbido, più sensibile e più duraturo dei
precedenti. C'è ancora una certa orecchiabilità nelle canzoni,
ma rispetto a prima questi sono pezzi più significativi; sono
più che semplici pop songs, sono piuttosto piccole storie
emotive.
Credo che la musica sia più matura, dato che siamo tutti cresciuti,
sia musicalmente che personalmente. Non ascoltiamo più il
guitar-pop felice e festoso di un tempo, siamo più rilassati
nel nostro modo di fare musica oggi, anche se ancora molto
attivi. Quando abbiamo cominciato eravamo tutti dei teenagers,
io avevo 16 anni e incidere un disco era una grande cosa per
me. Ovviamente lo è ancora, ma non nella stessa maniera.
Mi piace molto la soddisfazione che ricevo dall'aver scritto/registrato
un buon disco: è una spinta creativa della quale ho davvero
bisogno. All'inizio invece la cosa più grande era il fatto
in se' che noi potessimo produrre dei dischi.
Con tuo fratello e Joakim avete suonato in molte band diverse,
ma gli AHK sono la vostra prima band. Cosa li differenzia
dagli altri vostri progetti? C'è una band alla quale sei più
affezionato?
I Club 8 sono più vicini a me personalmente, perché scrivo
tutte le canzoni e controllo il suono ancora più di quanto
non faccia con gli Acid House Kings. Siamo anche più attivi,
e questo fa sì che occupino più tempo nella mia mente. Ma
non direi di essere più affezionato ai Club 8 che alle altre
mie band: ognuna riveste un suo ruolo e sono tutte ugualmente
importanti. Gli Acid House Kings sono più caratterizzati da
un certo tipo di sound rispetto ai Club 8. Scriviamo canzoni
pop e le arrangiamo insieme. Da questo punto di vista è una
vera band, più di quanto lo siano i Club 8.
Credi
che Julia abbia aggiunto qualcosa al suond degli AHK? La sua
voce sembra aderire perfettamente allo spirito dell'album.
Julia ci ha aiutato davvero molto a raggiungere uno stile
più sofisticato e gentile. Ha una meravigliosa voce sussurrante
che, come hai notato, è perfettamente in linea con la nostra
musica. Credo anche che sia ottimo per la dinamica del nostro
suono avere due cantanti, un ragazzo ed una ragazza.
A cosa sta lavorando Joakim al momento? Tornerà negli AHK,
magari per il quarto album sul quale si dice stiate già lavorando?
Ha finito la scorsa estate il terzo album degli Starlet, che
è appena uscito per la Labrador Records in Europa: è un ottimo
disco, spero che abbiate la possibilità di ascoltarlo. Tornerà
a lavorare con gli Acid House Kings nel prossimo album.
Per il momento abbiamo cominciato a scrivere delle canzoni
e ne abbiamo anche già registrata qualcuna; Joakim verrà a
Stoccolma a lavorare con noi questa estate. Credo che ci chiuderemo
nello studio Summersound per una settimana intera e finiremo
di scrivere ed incidere le canzoni che ci mancano. Non passeranno
altri cinque anni prima del prossimo disco degli AHK, stavolta
abbiamo altri piani.
Le vostre canzoni nascono alla chitarra acustica? E come
si sviluppano quando entrate in studio?
Sì, sono composte alla chitarra acustica. Gli Acid House Kings
sono più concentrati sulle melodie piuttosto che sul suono.
Il suono si sviluppa naturalmente nell'interazione tra noi
tre quando siamo in studio, ma la canzone esiste già nel momento
in cui entriamo ai Summersound Studios.
Di solito cominciamo a registrare la canzone con uno strato
molto semplice di chitarra/basso/batteria e voce, poi ci sediamo,
la riascoltiamo e discutiamo di cosa vogliamo fare con il
pezzo. A questo punto riprendiamo gli strumenti e cominciamo
ad inserire piccole parti di chitarra, di tastiere, o qualcunque
suono pensiamo possa essere adatto alla canzone. Sino a quando,
improvvisamente, l'arrangiamento è finito.
L'album
è diviso tra malinconia e felicità. E c'è un verso cantato
da Julia che dice: "There's a certain kind of sadness/There's
a certain kind of joy/In everything you're doing". Volevate
rendere questo dualismo nelle canzoni?
Questo dualismo esiste in tutte le cose buone della vita.
Non c'è nulla di veramente bello che non abbia anche un aspetto
negativo. I sentimenti forti sono ottimi sentimenti. E' come
essere innamorati: da un lato è una cosa meravigliosa, ma
dall'altro c'è sempre un grande stress emotivo ed una serie
di altri problemi che lo accompagnano.
Alcuni accordi ricordano le bands della Sarah Records (Another
Sunny Day,Sea Urchins); sono ancora una grande influenza per
voi?
No, non più. Abbiamo ascoltato parecchio queste band quando
eravamo più giovani, ma ora non lo facciamo più da tempo.
E' possibile che il loro modo di scrivere canzoni sia rimasto
impresso da qualche parte nei nostri cervelli e che salti
fuori quando scriviamo, ma se è così succede tutto a livello
inconscio.
E' stupefacente come la cosiddetta scena "tweepop" trascenda
le geografia: ci sono ottime band provenienti da Svezia, Brasile,
Francia, USA, Germania, addirittura dalla Grecia. Vi sentite
parte di una scena che va oltre la Svezia?
Sì, assolutamente. La buona pop music pubblicata da label
indipendenti è una cosa globale. Sono persone che spesso condividono
gli stessi ideali ed amano lo stesso tipo di musica, e spesso
leggono addirittura le stesse fanzine, visitano gli stessi
siti e comprano i dischi negli stessi posti. In questo modo
c'è un grande scambio di idee e pensieri sulle band, il che
rende possibile la crescita di una scena internazionale. E
poi, su scala locale, ci sono sempre le etichette Summersound
e Labrador che pubblicano le migliori band Svedesi e qui in
Svezia c'è una buona interazione ed amicizia tra gli artisti.
A proposito di questo, credi che la distribuzione via internet
e le comunità come twee.net abbiano aiutato a promuovere i
vostri dischi presso un'audience più estesa? Come vengono
ricevuti i vostri dischi fuori dalla Svezia?
Hanno aiutato certamente, in effetti i nostri dischi sono
ricevuti meglio al di fuori dell'Europa. A quanto pare abbiamo
numerosi fans in Spagna, ma oltre a questo i paesi dove riscuotiamo
più successo sono gli USA, le Filippine ed il Giappone.
Infine, mi spieghi il nome della band?
E' solo un nome ironico che è saltato fuori all'inizio, quando
la Acid House era popolare. Non abbiamo ovviamente nulla in
comune con la Acid House.
Salvatore
Links:
Acid House Kings: www.icyicy.com/acidhousekings
Acid House Kings @ Indiepop.it: ../bands/ahk.htm
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